Cos’è l’ortodonzia? Salute e benessere un morso dopo l’altro

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Se i denti non hanno “mordente” c’è bisogno di un aiuto esterno. Nel nostro studio ortodontico di Egerkingen provvediamo a correggere la postura di denti e mascella mediante apparecchi fissi e mobili.

Il principio attivo della terapia ortodontica

Il funzionamento della terapia ortodontica è presto detto: i denti vengono messi in movimento esercitando su di essi forze pressorie e traenti. Se un apparecchio fisso o mobile esercita sui denti una pressione costante, si crea su quel lato una cosiddetta “area di pressione”. Qui si attivano dei cosiddetti “osteoclasti” che stimolano il riassorbimento osseo. Sul lato opposto si crea un’area di tensione, dove sono invece gli “osteoblasti” a intervenire: al contrario delle cellule distruttive dell’area di pressione, questi piccoli “muratori” accrescono diligenti il tessuto osseo in difetto.

I denti devono la loro mobilità ai cosiddetti legamenti parodontali, che avvolgono il dente nel suo alveo di sostegno (parodontum). Loro funzione è quella di ammortizzare la pressione esercitata durante la masticazione nonché di proteggere l’osso mascellare dal danneggiamento per urto.

Le forze del sorriso

A seconda di quanto più indicato, lo specialista ortodontista consiglierà a voi o ai vostri figli di adottare un apparecchio multibracket o un apparecchio mobile conformato su misura individualmente, che funziona con lo stesso principio. Nel caso di un apparecchio fisso l’orientamento dei bracket, gli attacchi, avviene direttamente sui denti, per poi appoggiarvi un sottile cavo metallico, l’arco, che verrà fissato a ciascuno degli attacchi.

Durante il trattamento ortodontico l’odontoiatra farà attenzione a che sui denti venga a esercitarsi una pressione la più lieve possibile, sì da evitare lesioni alle radici dentali. D’altro canto i processi di rigenerazione possono avere luogo solo in presenza di una pressione costante e uniforme. Ecco perché gli apparecchi tanto fissi quanto mobili devono essere registrati con regolarità.

I portatori di apparecchio mobile dovrebbero fare sempre attenzione a potarlo quotidianamente e per un tempo sufficientemente lungo.

Un arco di ritenzione garantisce la riuscita della terapia

Come tutte le strutture ossee, anche i denti hanno una “memoria”. Tendono a tornare nella loro vecchia posizione. Si può evitare con l’aiuto di un apparecchio di contenzione ovvero di un arco ortodontico (retainer) applicato agli incisivi. Così in bocca nulla potrà andare storto!

Domande e risposte

Quanto può durare una terapia ortodontica?

A seconda della situazione di partenza e della metodologia, il trattamento ortodontico può durare fino a due anni.

A cosa dovrebbero fare attenzione i pazienti durante il trattamento ortodontico?

Ogni misura ortodontica richiede una regolare e profonda pulizia dentale, poiché i margini dei bracket costituiscono un ideale terreno di coltura per i batteri che provocano la carie. Ai primi segnali, quali decalcificazioni biancastre sulla superficie dentale, i pazienti dovrebbero al più presto contattare i propri medici dentisti curanti. Ma non bisogna arrivare a tanto! Le nostre Igieniste dentali vi informeranno volentieri su ogni efficace consiglio per la pulizia e vi aiuteranno a tenere puliti anche i punti difficilmente accessibili.

Quali misure preventive vanno rispettate nell’assunzione di cibo da parte dei portatori di apparecchi fissi?

Prima della loro assunzione, i portatori di apparecchi fissi dovrebbero ridurre a dimensioni corrette le pietanze più dure e tenaci. Se addentate, i bracket potrebbero rapidamente deteriorarsi o addirittura staccarsi. I dolciumi non arrecano alla “macchinetta” alcun danno strutturale, tuttavia con essa il pericolo della carie è più elevato. Dopo i pasti è indicato lavarsi i denti scrupolosamente, facendo uso di spazzolini interdentali e curando particolarmente i margini dei bracket.